martedì 12 maggio 2009

Struttura della Lis

I segni usati dalle persone sorde non sono un insieme di gesti per comunicare ma appartengono a un registro linguistico vero e proprio, registro che ha una grammatica ben precisa, regole per i verbi, per il plurale e il singolare. Costituiscono cioè una vera e propria lingua al pari delle lingue vocali. I sordi l'hanno sempre usata, anche se per molto tempo di nascosto poiché i gesti erano considerati 'poveri' e si riteneva che usandoli i sordi non avrebbero mai imparato a parlare.

All'inizio degli anni '60, grazie agli studiosi che si sono occupati della lingua dei segni, dall'America con W. Stokoe sino all'Italia con V. Volterra, si è giunti alla conclusione che la Lingua dei Segni è una lingua vera e propria sotto tutti i punti di vista grammaticali, sintattici e morfologici che con il riconoscimento giuridico da parte del Parlamento Europeo del 1988 diventa la lingua ufficiale delle persone sorde.

La grammatica della Lis

- La Lingua dei Segni è appunto una lingua che utilizza il canale visivo-gestuale, invece del canale acustico-verbale.
I segni sono unità simili a parole con significati sia astratti che concreti, vengono eseguiti con una o entrambe le mani che assumono posizioni e movimenti ben precisi. È una Lingua basato su un insieme di segni e regole grammaticali.
La grammatica della lingua dei segni è costituita dalle relazioni spaziali, dalla direzione e l'orientamento dei movimenti delle mani, nonché dalle espressioni del volto, il movimento degli occhi, delle sopracciglia, delle labbra, del corpo e le posizioni del corpo, i quali servono ad esprimere variazioni di grado, quantità o misura come nella lingua parlata usiamo i diminutivi o i superlativi; ha quindi una struttura propria, diversa dalla lingua parlata cioè nell'ordine i segni vengono eseguiti indicando:

  • il luogo e il tempo (e viceversa),
  • il soggetto,
  • l'oggetto,
  • il verbo,
  • la negazione e/o il pronome interrogativo.
Il sordo ragiona per immagini e non per parole come l'udente. Vede per primo l'oggetto o il soggetto poi ne codifica l'azione.


TEMPO E MODO DEI VERBI

Il verbo viene segnato sempre all'infinito, ma per indicare il presente, il passato e il futuro i segni sono eseguiti lungo una linea astratta denominata "la linea del tempo", situata sul piano orizzontale all'altezza della spalla del segnante:
- i segni riferiti al passato muovono verso la spalla del segnante (movimento all'indietro);
- i segni riferiti al presente sono eseguiti nello spazio davanti al segnante;
- i segni riferiti al futuro muovono in avanti rispetto al segnante.
Per indicare un'azione che sta per avvenire, imminente, si usa il verbo 'dovere' (es. sto per andare da mamma = mamma devo); se l'azione è già avvenuta si utilizza il segno 'fatto' (es. ho mangiato la carne = carne mangiato fatto).

I VERBI DIREZIONALI
Si muovono nello spazio secondo la direzione di chi fa o riceve l'azione (es. a chi hai dato il mio anello? = anello mio dare a chi?; ho ricevuto un regalo = regalo-ricevere fatto).

IL PLURALE
È ottenuto ripetendo il segno, modificando il luogo di articolazione e, in parte, anche il movimento.

IL PRONOME PERSONALE
È basato su una serie di indicazioni gestuali e oculari:
- la prima persona è data dall'indicazione di se stessi;
- la seconda persona è rappresentata dall'indicazione e dallo sguardo diretti verso la persona che conversa con il segnante;
- la terza persona è data dall'indicazione rivolta al soggetto in questione se presente, verso un punto indefinito dello spazio se assente ma lo sguardo rimane rivolto all'interlocutore;
- idem per la I, II, III persona plurale e il movimento è semicircolare .

FRASE NEGATIVA
L'avverbio è posto alla fine della frase, le spalle sono spostate all'indietro e il capo è leggermente inclinato da una parte.

FRASE AFFERMATIVA
L'espressione facciale è neutra e le spalle e il tronco non hanno particolari posizioni.

FRASE INTERROGATIVA
Gli aggettivi o i pronomi interrogativi sono posti alla fine della frase, le sopracciglia sono inarcate (domanda chiusa ) o la fronte è corrugata (domanda aperta), il capo e le spalle sono inclinate in avanti.

FRASE IMPERATIVA
La fronte è corrugata e gli occhi sono sbarrati, mentre i segni manuali sono prodotti in maniera più tesa.

CONDIZIONALE
Le sopracciglia sono inarcate, il capo e le spalle sono inclinate in avanti, dando l'espressione della domanda, segue una pausa che dà il tempo di rilassare l'espressione interrogativa e la postura del tronco che esprime la conseguenza della condizione.

L'ESPRESSIONE
Ha un ruolo fondamentale nella lingua dei segni, nella grammatica (un po' quello che per gli udenti è il tono della voce) senza la quale il gesto perderebbe di significato: il movimento del corpo, l'ampiezza, la velocità sono gli elementi fondamentali della corretta espressività nella lingua segnica, costituiscono categorie logiche di riferimento, senza le quali la gestualità sarebbe solo un disarmonico, inutile agitarsi.

I QUATTRO PARAMETRI
I segni risultanti dalla combinazione dei quattro parametri costituiscono il vocabolario della lingua dei segni, il suo lessico.

1) LUOGO: rappresenta il punto di articolazione di un segno, è dato da 15 parti del corpo (dalla testa al bacino, unica eccezione è minigonna) e dallo spazio neutro.
2) CONFIGURAZIONE: è la forma che assume la mano durante l'esecuzione del segno; sono 56 (26 le più usate), può essere data dalle lettere dell'alfabeto o dai numeri.
3) MOVIMENTO: è dato dal movimento delle mani, dei polsi, delle braccia durante l'esecuzione del segno.
4) ORIENTAMENTO: è dato dalla posizione del palmo della mano rispetto al segnante durante l'esecuzione del segno, che può essere:
- Verso il segnante es. età, soddisfazione
- Fuori dal segnante es. domenica
- Verso l'alto: es. giovedì
- Verso il basso: es. sporco
- Verso destra: es.
- Verso sinistra: es. acqua

COPPIE MINIME
Cambiando un solo parametro varia il significato del segno:
luogo: mamma, scusa
configurazione: condanna, uccidere
movimento: olio, aceto
orientamento: acqua, avere

SEGNI NOME

Sono usati per identificare e per fare riferimento a persone sia presenti che assenti, ma non sono mai usati per riferimenti diretti. Possono essere:
- descrittivi e non descrittivi, cioè quando identificano una persona attraverso una sua caratteristica fisica, caratteriale, o legata al suo ruolo sociale, al suo lavoro, o attraverso una sua particolare abilità;
- arbitrari, cioè quando si utilizza una lettera del nome della persona, per lo più l'iniziale.

2 commenti:

Unknown ha detto...

Claudiaaaaaaaaaa,
Ti rispondo domani, sono tornata adesso e sono distrutta- blog meravigliosa- sono contenta di aver trovato un'altra mamma!!!!
Un abbraccio,
Jodi

Unknown ha detto...

Claudia,
Clicca qui, qualcuna ti ha lasciato un commento- metto il mio blog sul sito infosordità- non solo sul blogger, per raggiungere più persone...
http://www.infosordita.it/affrontiamo-la-sordita-insieme/so-che-ci-siete.html
(copia ed incolla il link)